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Mostar
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mwgaMostar è una città di mwgq113 169 abitanticite-ref-2[2] della mwhgBosnia ed Erzegovina, capoluogo del mwhwcantone dell'Erzegovina-Narenta all'interno della mwiaFederazione di Bosnia ed Erzegovina. È il principale centro storico, culturale ed economico dell'mwiqErzegovina ed è attraversata dal fiume mwigNarenta.
Contents
• Storia
• Clima
• Società
• Cultura
• Località
• Strade
• Ferrovie
• Sport
• Calcio
• Nuoto
• Note
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Etimologia
Il nome Mostar deriva dal suo "ponte vecchio" (lo mwjgmwjwStari Most) e dalle torri sulle due rive, dette i "custodi del ponte" (mwkamostari), che unitamente all'area circostante è stata riconosciuta dall'mwkqUNESCO come patrimonio dell'umanità nel 2005cite-ref-3[3].
Storia
Fondata nel tardo mwmaXV secolo dai mwmqturchi mwmgottomani, Mostar era il centro amministrativo dell'impero nella regione dell'mwmwErzegovina. L'mwnaImpero Austro-Ungarico annesse Mostar nel mwnq1878. Dopo la mwngI guerra mondiale la città a partire dal 29 ottobre 1918 divenne parte dello mwnwStato degli Sloveni, dei Croati e dei Serbi (DSHS), con la capitale a Belgrado, e quando questo il 1º dicembre 1918 fu unito al Regno di Serbia, fu formato un nuovo Stato unitario, detto mwoaRegno dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni (KSHS), denominato più tardi mwoqRegno di Jugoslavia. Durante la mwogseconda guerra mondiale la città fece parte, come il resto dei territori dell'attuale mwowBosnia ed Erzegovina, dello mwpaStato Indipendente di Croazia, controllato dai nazifascisti.
Dopo la mwpgseconda guerra mondiale la città entrò a far parte della mwpwRepubblica Popolare di Bosnia ed Erzegovina, che fu una delle sei repubbliche che componevano la mwqaRepubblica Socialista Federale di Jugoslavia. In quegli anni furono costruite varie dighe per sfruttare l'mwqqenergia idroelettrica della mwqgNarenta.
Mostar durante la guerra di Bosnia
Tra il mwsa1992 e mwsq1993, dopo che la mwsgBosnia-Erzegovina in seguito ad un referendum popolare in base all'allora vigente Costituzione della Jugoslavia di Tito aveva dichiarato l'indipendenza, la città fu soggetta ai bombardamenti e ad un mwswassedio lungo nove mesi da parte delle mwtatruppe federali jugoslave (JNA) supportate dall'mwtqesercito serbo-bosniaco (VRS).
L'esercito jugoslavo bombardò Mostar per la prima volta il 3 aprile mwtw1992 e nelle settimane successive prese il controllo di gran parte della città. Oltre a causare immense sofferenze alle popolazioni locali, i tiri d'artiglieria danneggiarono o distrussero diversi bersagli civili. Tra questi ci furono un mwuaconvento cattolico, quello dei mwuqfrati minori francescani, la mwugcattedrale di Santa Maria Madre della Chiesa, il palazzo vescovile e una dozzina di moschee.
Pochi giorni dopo l'attacco subito, l'8 aprile, i mwvaCroati d'Erzegovina insieme ai Bosniaci musulmani formarono il mwvqConsiglio di difesa croato (HVO) per affrontare le truppe federali. Più tardi, in quello stesso anno venne fondato a Mostar pure il IV Corpo dell'mwvgEsercito della Bosnia ed Erzegovina (ARBiH), principale formazione militare dei Bosniaci musulmani.
Il 12 giugno, sulla spinta dell'offensiva lanciata dall'mwxaesercito croato (HV) nel sud dell'Erzegovina, le forze dell'HVO, assieme a formazioni minori, composte da Bosniaci, ruppero l'assedio espellendo le truppe dell'JNA e quelle serbo-bosniache dalla parte ovest di Mostar. Entro il 21 aprile anche la porzione orientale della città veniva definitivamente liberata dalle forze assediate.
Tra la fine del 1992 l'inizio mwxg1993, i rapporti tra la fazione croata-bosniaca e quella musulmana, che nella Bosnia centrale erano già implosi dando vita ad un mwxwnuovo conflitto, si fecero sempre più tesi. A metà aprile anche a Mostar iniziarono gli scontri armati tra i Croato-bosniaci e i Bosniaci musulmani per il controllo della città. Con l'acuirsi dello scontro Mostar risultò divisa in due: la parte ovest controllata da Croati e quella est dai musulmani. L'HVO lanciò un'offensiva il 9 maggio durante la quale bombardò senza tregua il quartiere musulmano, riducendolo in gran parte in rovina, comprese numerose mwyamoschee e case del periodo ottomano.
Lo mwygStari Most, il celebre ponte di pietra del mwywXVI secolo simbolo della città, fu distrutto dall'artiglieria croata comandata dal generale mwzaSlobodan Praljak il 9 novembrecite-ref-4[4]cite-ref-5[5]. Con la firma degli mwbqaccordi di Washington nel marzo mwbg1994 il conflitto croato-bosniaco giunse al termine; ciò nonostante Mostar rimase divisa tra croati e bosniaci, e solo nel mwbw1996 fu ristabilita la libera circolazione da una parte all'altra della città.
Nel mwcq2004 fu completata la ricostruzione dello Stari Most che, assieme alla Città Vecchia di Mostar, è stato iscritto dall'mwcgUNESCO nella lista dei siti dichiarati mwcwPatrimonio dell'umanità l'anno seguentecite-ref-6[6].
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture civili
• mwhaStari Most, simbolo della città e principale retaggio del passato ottomano della città, fu costruito nel mwhqXV secolo e distrutto dalle mwhgmilizie croate nel novembre mwhw1993 durante la mwiaguerra di Bosnia. La sua ricostruzione è stata completata nel mwiq2004.
• Bazar di Kujundžiluk, caratterizzato da abitazioni in mwiwstile ottomano del XVI secolo.
• Casa Muslibegović, costruita nel mwjqXVIII secolo in stile ottomano.
• Cimitero monumentale partigiano, realizzato nel mwjw1965 su progetto dell'architetto mwkaBogdan Bogdanović.
• Ponte Storto, costruito nel 1558, è il più antico della città.
• Torre dell'orologio di Mostar.
Architetture religiose
• mwmgCrkva sv. Petra i Pavla, la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, eretta nel XIX secolo, venne distrutta dalla guerra nel 1992. Ricostruita nel 2000, il suo campanile di 107 metricite-ref-7[7] è la torre più alta del sud-est Europa.
• Moschea di Ćejvan-Ćehaja, costruita nel mwoa1552, è la più antica della città.
• mwogMoschea di Karađoz Bey, costruita nel mwowXVI secolo su progetto del famoso architetto ottomano mwpaSinān.
• Moschea di Koski Mehmed Pascià, costruita al principio del mwpwXVII secolo, sorge lungo le rive della Narenta.
Clima
| Mostar [ 8 ] | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Anno |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Mostar [ 8 ] | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | Anno |
| T. max. media ( °C ) | 8,5 | 11,2 | 15,1 | 18,6 | 23,7 | 27,4 | 31,5 | 31,1 | 27,2 | 21,1 | 14,1 | 9,9 | 9,9 | 19,1 | 30,0 | 20,8 | 20,0 |
| T. min. media ( °C ) | 2,2 | 3,6 | 5,7 | 8,4 | 12,4 | 15,9 | 18,7 | 18,5 | 15,3 | 11,3 | 6,9 | 3,9 | 3,2 | 8,8 | 17,7 | 11,2 | 10,2 |
| Precipitazioni ( mm ) | 157 | 146 | 126 | 122 | 89 | 76 | 49 | 63 | 96 | 138 | 197 | 202 | 505 | 337 | 188 | 431 | 1 461 |
Società
In base al censimento del 2013 la popolazione della città di Mostar ammontava a 105.797 abitanticite-ref-9[9], così ripartiti in base ai gruppi etnici: mwtaCroati 48,4%, mwtqBosgnacchi 44,1%, mwtgSerbi 4,1%. Al termine della guerra di Bosnia la comunità serba, che nel mwtw1981 costituiva il 18,3% della popolazionecite-ref-10[10] e dieci anni dopo il 18,8%, ha in gran parte abbandonato la città. In base al censimento del 2013, Mostar è il principale centro della comunità croata della Bosnia-Erzegovina.
Cultura
Istruzione
Università
L'mwwaUniversità di Mostar, fondata nel mwwq1977, è la seconda più grande della Bosnia-Erzegovina. È suddivisa in dieci facoltà e conta oltre 14.000 studenti.
A Mostar est ha sede l'mwwwUniversità mwxaDžemal Bijedić, appannaggio della comunità bosniaco-musulmana. Dispone di otto facoltà ed è frequentata da circa 2.500 studenti.
Il mwxgCollegio del Mondo Unito di Mostar è invece una scuola internazionale realizzata con l'intento di formare i propri studenti su temi specifici quali la pace e la cooperazione internazionale.
Musei
• Casa-museo di mwygSvetozar Ćorović
• Galleria d'arte Aluminij
• Museo dell'Erzegovina
• Museo del Ponte
Teatro
Mostar ospita diverse istituzioni teatrali e musicali quali il mw0aTeatro nazionale croato di Mostar, il mw0qWorld Music Center, il mw0gTeatro della Gioventù, il mw0wCentro Pavarotti e il mw1aTeatro delle Marionette.
Geografia antropica
Località
La municipalità di Mostar è composta dalle seguenti 57 località:
• Bačevići
• Banjdol
• Blagaj
• Bogodol
• Buna
• Cim
• Čule
• Dobrč
• Donja Drežnica
• Donji Jasenjani
• Dračevice
• Gnojnice
• Goranci
• Gornja Drežnica
• Gornje Gnojnice
• Gornji Jasenjani
• Gubavica
• Hodbina
• Humilišani
• Ilići
• Jasenica
• Kamena
• Kokorina
• Kosor
• Kremenac
• Krivodol
• Kružanj
• Kutilivač
• Lakševine
• Malo Polje
• Miljkovići
• Mostar
• Ortiješ
• Pijesci
• Podgorani
• Podgorje
• Podvelež
• Polog
• Potoci
• Prigrađani
• Raška Gora
• Raštani
• Ravni
• Rodoč
• Selište
• Slipčići
• Sovići
• Sretnice
• Striževo
• Vihovići
• Vojno
• Vranjevići
• Vrapčići
• Vrdi
• Zijemlje
• Željuša
• Žitomislići
Dopo la guerra di Bosnia e secondo gli mw2gaccordi di Dayton, le località di Kamena, Kokorina e Zijemlje sono state ricongiunte alla mw3gmunicipalità d'mw3wIstočni Mostar, integrata nella mw4aRepubblica serba di Bosnia.
Infrastrutture e trasporti
Strade
Mostar è attraversata in senso nord-sud dall'Autostrada A1, principale via di comunicazione del paese e parte della mw5astrada europea E73.
Ferrovie
Aeroporti
L'mw6wAeroporto Internazionale di Mostar è il principale scalo aeroportuale dell'Erzegovina e sorge a sud della città, presso il villaggio di Ortiješ. La sua importanza è connessa non solo alla città di Mostar ma anche al santuario religioso di mw7aMeđugorje.
Amministrazione
Gemellaggi
Il comune di Mostar è gemellato con le seguenti cittàcite-ref-11[11]:
• Amman
• Arsoli, dal 1997
• Bassano del Grappa, dal 2024 cite-ref-12[12]
• Kaposvar
• Kayseri
• Millau
• Montegrotto Terme, dal 2000
• Orkdal
• Smirne
• Vejle
• Yinchuan
• Antalya
• Vukovar
Sport
Calcio
Le principali squadre di calcio della città sono il mwaqaVelež Mostar e lo mwaqeZrinjski Mostar. Quest'ultimo, che fu radiato dal mwaqi1945 al mwaqm1991 per i suoi legami con gli mwaqqUstascia, è la squadra più titolata di tutta la Bosnia-Erzegovina e disputa le sue partite interne presso lo mwaqustadio pod Bijelim Brijegom. Il Velež, invece, gioca i suoi incontri interni presso lo mwaqystadio Rođeni, già stadio Vrapčići, situato al di fuori della città. Le due squadre, che danno vita ad uno dei derby più accesi e sentiti del paese, rispecchiano la divisione etnica che caratterizza la città: il Velež è supportato principalmente dai musulmani e da una parte della comunità croata; lo Zrinjski è il simbolo del calcio croato a Mostarcite-ref-14[14].
Nuoto
Uno sport popolare a Mostar è il mwaq0nuoto. Le principali società sportive attive in questa disciplina sono il PK Velež, KVS Orka e il APK Zrinjski. Nel 2015 si è inoltre disputato il Red Bull Cliff Diving world series, tuffi da grandi altezze.
Note
cite-note-template-divisione-amministrativa-superficie-11. mwarqmwarumwarysuperficie dei comuni della Federazione di Bosnia ed Erzegovina, pag.12 (mwarcmwargPDF), su mwarkfzs.ba. mwaroURL consultato il 27 agosto 2012 mwars(archiviato dall'mwarwurl originale l'11 luglio 2012).
cite-note-22. ↑ mwasamwasemwasiPopolazione al censimento 2013 dal sito ufficiale (mwasmmwasqPDF), su mwasubhas.ba. mwasyURL consultato il 9 novembre 2013 mwasc(archiviato dall'mwasgurl originale il 23 novembre 2018).
cite-note-33. ↑ mwasw(mwas0mwas4EN) UNESCO World Heritage Centre, mwas8mwataOld Bridge Area of the Old City of Mostar, su mwateUNESCO World Heritage Centre. mwatiURL consultato il 22 aprile 2022.
cite-note-44. ↑ mwatymwatcmwatgBeve veleno in tribunale, morto il generale croato Slobodan Praljak, su mwatkcorriere.it.
cite-note-55. ↑ mwat0mwat4mwat8La distruzione del ponte di Mostar, su mwauailpost.it, 9 novembre 2013.
cite-note-66. ↑ mwauq(mwauumwauyEN) mwaucmwaugOld Bridge Area of the Old City of Mostar, su mwaukwhc.unesco.org.
cite-note-77. ↑ mwau0mwau4mwau8Sito Sveta-misa.org, su mwavasveta-misa.org.
cite-note-it-climate-data-org-82. mwavqmwavuit.climate-data.org, mwavyhttps://it.climate-data.org/location/618/mwavc Titolo mancante per url mwavgurl (aiuto).
cite-note-99. ↑ mwav4mwav8mwawaCENZUS OF POPULATION, HOUSEHOLDS AND DWELLINGS IN BOSNIA AND HERZEGOVINA, 2013 FINAL RESULTS (mwawemwawiPDF), su mwawmpopis2013.ba. mwawqURL consultato il 22 marzo 2018 mwawu(archiviato dall'mwawyurl originale il 24 dicembre 2017).
cite-note-1010. ↑ mwawomwawsmwawwCensimento nazionale jugoslavo (mwaw0mwaw4PDF), su mwaw8pod2.stat.gov.rs.
cite-note-1111. ↑ mwaxmmwaxqmwaxuGrad Mostar | Gradovi prijatelji - Službene stranice Grada Mostara, su mwaxymostar.ba. mwaxcURL consultato il 25 marzo 2013 mwaxg(archiviato dall'mwaxkurl originale il 3 febbraio 2013).
cite-note-1212. ↑ mwax0mwax4mwax8Ambasciatore Di Ruzza alla firma del gemellaggio Mostar-Bassano, su mwayaansa.it.
cite-note-1313. ↑ mwayq(mwayumwayyHR) mwaycmwaygGradovi prijatelji, su mwayksplit.hr.
cite-note-1414. ↑ mway0Redazione Limes, mway4mway8Il derby di Mostar: non solo calcio, su mwazaLimes, 28 novembre 2012. mwazeURL consultato il 22 aprile 2022.
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Collegamenti esterni
• (HR) Sito ufficiale, su mostar.ba.
• citereftreccani-itMostar, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaUmberto Toschi, MOSTAR, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1934.
• citerefsapere-itMostar, su sapere.it, De Agostini.
• citerefenciclopedia-dell-arte-anticaV. Paškvalin, MOSTAR, in Enciclopedia dell'Arte Antica, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1973.
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• citerefbritannica-com(EN) Mostar, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
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• mwazw(DE) Immagini da Mostar, su reise-photografie.de.